I due Cani e l'Asino morto

Due Cani in lontananza un giorno videro
in mezzo al fiume galleggiare un Asino,
che, sospinto dal vento, se ne giva
discostandosi sempre dalla riva.

- Amico, - disse l'un, - che l'occhio hai limpido
e più acuto del mio, guarda sul liquido
specchio dell'onda. È un bove od un cavallo? -
E l'altro: - È un buon boccone senza fallo.

Ma pigliarlo, barbin, questo è il difficile!
Lunga è la tratta e incontro il vento soffia.
Non ti senti riarso e sitibondo?
Proviamo a ber quest'acqua fino in fondo,

finché in secco vedremo della bestia
(superba provvigion) il corpo ghiotto -.
Bevono i Cani e bevi e bevi... bevvero
tanto che punf... scoppiarono di botto.

Tal è l'uomo. Se in lui fissa è l'idea,
non c'è cosa impossibile e fallace.
Castelli in aria crea,
e per amor di vane ombre e di gloria
in desideri perde la sua pace.

- Oh potessi riempire di ducati
questi miei scrigni! O s'io sapessi almeno
la chimica, la storia,
la medicina, l'arabo, l'armeno!
O arrotondar potessi questi Stati! -

Questo è bevere il mar. Ai sovrumani
concetti d'uno spirto vanerello
non bastan quattro corpi ed otto mani.
Se non si resta a mezzo sul più bello,
a compier ciò che logico non è
non bastan quattro vite di Noè.


Jean La Fontane