Il sesso dei Cipressi

Questo libro ha il desiderio di essere scritto a due mani, liberamente, come un sogno. La sua stesura non ha un ordine cronologico o semplicemente logico. Segue il consiglio di Schopenauer: abbiamo sfogliato un libro non scritto per redarne uno nuovo. Ma si può serenamente dubitare che possa finire in poco tempo...le idee mutano e le persone cambiano.

Anche te che stai leggendo sei completamente diverso da quando finirai il racconto, perchè non finirà mai.

Ecco, per esempio, adesso è notte. Le dita vagano ancora su una tastiera del computer, strumento di ricerca e mezzo di connessione con un mondo che non è solo mio o tuo: è principalmente nostro. Anche se siamo lontani. Anche se i tuoi pensieri sono diversi dai miei. I tasti, il loro ticchettio costante, ora più lento, a tratti più veloce accompagna le note di una musica che ha valore soprattutto per l'anima.


Perché sei qui? Perché non concedi a te stesso il meritato riposo?

Per un sogno. Fatto ad occhi aperti. Se li chiudo rischio si interrompa e forse non lo ricorderò più con l'intensità e la precisione di questo momento. Non posso addormentarmi.

Allora va, corri dal tuo sogno. Non farlo svanire nel nulla. Credici fino in fondo. E quando il tempo ne avrà sbiadito i contorni, ricorda il significato che ha avuto per te e per la tua esistenza. Ricordalo.

Ma a chi è destinato questo libro? A chi lo scrive che, avidamente, non vuole dimenticare? O a chi un giorno lo leggerà pensando ai protagonisti così lontani e così vicini ma, soprattutto, così irrazionali?